CAMILLO SEMENZATO
Recensione da “GLI ANNI 60-70 DELL’ARTE ITALIANA” PIACENZA
Se si volessero indicare i precedenti storici ai quali potrebbero essere allacciate le pitture di ALBERTO FIORENZATO occorrerebbe citare i futuristi e certi momenti iniziali dell’astrattismo gravitanti verso i nomi di Kandiskij, di Van de Velde e forse anche di Klee. Ma poiche’ questi nomi cominciano ad essere un po’ indietro nel tempo, Sara’ forse piú utile indicare stimoli concreti e immediati. Allora si potrá dire che alla pittura di ALBERTO FIORENZATO presiede il gusto compositivo dei plastici degli urbanisti e dei progetti degli architetti, quel gusto spesso vivace che n’esce dall’abitudine a maneggiare la stecca e il compasso.
Ma bisognerá’ aggiungere che ALBERTO FIORENZATO incamminandosi in questa direzione ha voluto mettere di suo l’ariosita’ degli spazi, la singolarita’ dei colori, un senso giovanile e felice di intraprendenza progettuale e insieme un tocco di eleganza, di sorvegliata compostezza decorativa. Ne e’ risultato un mondo franco e accessibile, come di carte posate su di un tavolo, ma capace di far pensare ad un volo e a invitare verso le luci e le dimensioni lontane di grandi orizzonti.
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