GIANCARLA TOGNONI
Il percorso di un artista non è mai lineare, né semplice. L’arte cerca la sua strada e le sue forme percorrendo diversi sentieri, si adatta ai sentimenti, alle gioie e anche al dolore della vita. A volte è forza, a volte solo mezzo di espressione, amplifica la felicità, resta imbrigliata nella sofferenza, dà sfogo alla rabbia, trascina via dal vuoto, distorce il reale trasformandolo in involontaria confessione. Nel magazzino interiore della memoria, ogni opera trova un suo posto accanto ad un momento di vita, ad un ricordo, diventa la narrazione speciale e unica del sentimento che filtra il vissuto dell’artista. Ci pone le sue domande, ricerca le stesse risposte, ci racconta le sue paure e mette a nudo ogni inquietudine; ce ne descrive la forza interiore, il coraggio e i valori in cui crede. Nell’opera di Alberto Fiorenzato troviamo molteplici stratificazioni, una materia lavorata e sommessamente movimentata: non esplode, sussurra. Non pretende, ma chiede ascolto. Il paesaggio, la natura (gli alberi, i cieli, le onde) diventano metafora del sentimento, sono un’astrazione sostenuta da un cromatismo ricercato e da un ammirevole equilibrio compositivo che si combinano per trasformare il reale da cui hanno preso spunto in una dimensione spirituale, metafisica. Tutto diventa rappresentazione di un’interiorità gentile eppure complessa, che si esprime attraverso la bellezza della natura, attraverso composizioni eleganti ed equilibrate ma ricche di spunti, di rimandi, di testimonianze. La capacità tecnica e la lavorazione minuziosa del colore e lo studio accurato e mai banale con cui Fiorenzato struttura le opere testimoniano una abilità straordinaria nel gestire la materia, nel lavorare e impreziosire le opere: eppure questa attenzione all’aspetto tecnico e al risultato pittorico, al di là del certificare la bravura dell’artista nel suo mestiere, non irrigidisce e non toglie spontaneità all’arte e al suo messaggio. Mai si dimentica, vedendo l’opera compiuta, quella natura da cui Fiorenzato prende colori ed ispirazione, né si dimentica la gentilezza ed il rispetto con cui il pittore la guarda. Il risultato della pittura di Alberto Fiorenzato non si distacca mai del tutto dal vero, semplicemente lo interpreta, lo utilizza come codice espressivo per raccontare la sua esperienza di artista e di uomo: un’esperienza che leggiamo nelle opere pittoriche, ma che l’artista vuole raccontare anche con le grafiche, con l’istantanea di un autoritratto o con l’ironia dei ritratti raccolti dagli amici. Con diretta semplicità, attraverso tanti aspetti della propria ricerca artistica, regala uno spaccato dove si evidenzia una stratificazione di memorie e di informazioni; dove si ritrova, come in magazzino o un deposito a lungo dimenticato, il senso di una ricerca artistica lunga decenni e l’evidenza di una poetica che è anche, allo stesso tempo, modus vivendi.
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Ogni movimento è legato a tutti quelli che lo precedono. In una circolarità ininterrotta fatta di estasi e di contrappunto. Dentro un’infinita vastità di sensazioni da un luogo all’altro. Su di un ramo, dentro a una foglia, per terra … Renato Sclaunich per alberto fiorenzato Bolzano e altrove, marzo 2015