LEOPOLDO RIZZI
ALBERTO FIORENZATO, Un uomo, un pittore
Alberto Fiorenzato é nato nel 1953,ma ogni espressione del suoi volto esprime la ricchezza dell’animo ancora fanciullo.E cosí il sorriso accompagna lo sguardo vivo,quanto pacato e semplice,di quest’uomo generoso nell’ascoltare come nel dare;la sua essenza é realtá vibrante di vita.Come uomo fa propria la massima di Rabelais “Fa ció che vuoi,perché per natura l’uomo é spinto ad atti virtuosi” e lo esplica in pieno nel suo eterogeneo ed eclettico proporsi,aggiungendovi la certezza che,se la ragione ed il giudizio umano fossero la misura di tutte le cose,si creerebbe la negazione o la prigione della realtá,al di lá della quale ci sarebbe “il nulla” Invece Fiorenzato afferma che la realtá non ha limiti,”il nulla” non esiste e la vita é ricchezza di significati,cosicché la sua anima artistica diventa “finestra” spalancata su ogni realtá della vita che egli possiede e sperimenta per affidare ad una tela l’ideale,come la poesia. Quindi pittura realizzata come ascolto della coscienza e luogo dell’interpretazione. Se questo é l’uomo e il pittore,altra cosa puó apparire la sua arte.Quí tutto sembra casuale quanto”in principio era il caos” ,ma non é cosí. Linee essenziali,piani di colori forti o tenui,quanto sicuri,nascondono la genesi di figure umane nei volti,come nei significati.Non si colgono a prima vista.Occorre osservare,e nel tempo che passa la linea diventa il vero profilo di un viso,di un filo d’acqua o un abbraccio,un campo di grano,un sasso,forse una foglia. Ecco allora la pittura imperniarsi su una scelta di linee,spazi e colori estrapolati dalla realtá quotidiana e assunti a regolare una dimensione onirica,che porta a riaffermare nell’immagine pittorica la visione di un’altra dimensione umana,oggi cara all’artista,ma ancora connotata da simboli classicisti, identificabili nell’esperienza operativa o progettuale dell’architetto Fiorenzato . Il suo dipingere é espressione di sintesi umana, quanto di proposta cosmica, ed é pure l’umile dignitosa preghiera di un messaggio di amore a Dio e all’uomo di Dio Ora tocca all’osservatore attento,scoprire tutto questo ;cosí sará genesi nella genesi del dipinto. Osservare ancora,lasciare poi scivolare il pensiero dal quadro al proprio cuore e scoprire cosí il proprio messaggio,il significato,il divenire,la propria essenza,giacché l’opera diverrá pure “specchio”.
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