LUCA FRANZIL

Alberto Fiorenzato sceglie di farsi guidare dalla poesia della natura, il candore della neve che contrasta con le tinte scure dei contorni di alberi ed altri elementi del paesaggio; non si dimentica peròa’ del colore, che con garbo ed equilibrio compare sulla scena. Una mostra che ricorda una’orchestra: vari strumenti, di differenti tipologie, che insieme danno vita a piacevoli melodie o a trascinanti fughe. Una melodia che peró passa dagli occhi, dove i mezzo creativi degli artisti visivi prendono il posto degli strumenti musicali. Una visione che egrave; pronta a ripetersi e a rimanere impressa nella’attento sguardo del visitatore tanto quanto un appagante concerto continua ad allietare la’orecchio della’ascoltatore anche molto tempo dopo la sua esecuzione.

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LUCA FRANZIL

Critica-mente Alberto Fiorenzato parte dalla natura, la rappresenta con accenti poetici e monumentali utilizzando colori delicati accostati con somma eleganza; i boschi, le cime  montuose, le delicate foglie cadenti sembrano davvero adagiarsi sulla tavola, par quasi che al posto del pennello o della spatola l’artista usi una carezza o il…

Eddy Tovazzi THE GARDESANER La rivista che non esiste

  Il profilo che Alberto Fiorenzato ci regala, emerge da un’apparente formazione di magma invernale, uno scavo nella propria memoria, nel tentativo di associare ad un vivo ricordo il volto. Si genera quindi un’astrazione di grande vividezza, che ci riporta indietro, nel tempo primordiale dell’artista. Lo stesso che ci viene…

Dove ci si perde.

Ogni movimento è legato a tutti quelli che lo precedono. In una circolarità ininterrotta fatta di estasi e di contrappunto. Dentro un’infinita vastità di sensazioni da un luogo all’altro. Su di un ramo, dentro a una foglia, per terra … Renato Sclaunich per alberto fiorenzato Bolzano e altrove, marzo 2015